Cosa fare in caso di punture d'insetto

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Soprattutto in primavera e in estate le punture di insetto sono all’ordine del giorno, molti insetti, quali zanzare e pappataci, ci pungono in quanto si nutrono di sangue mentre altri come vespe, api e calabroni pungono per difesa.

Quando veniamo punti nel sangue vengono rilasciati allergeni o sostanze che creano l’infiammazione. I sintomi più comuni sono gonfiore, bruciore e prurito ma alcune persone possono sviluppare una grave reazione allergica e andare addirittura in shock anafilattico.

Alcuni insetti inoltre possono trasmettere malattie importanti, è il caso per esempio della malaria trasmessa dalle zanzare in determinate aree dell’Africa, Asia e dell’America o la malattia di Lyme trasmessa dalla puntura della zecca.

Come fare

  1. Quando si viene punti da un insetto gli impacchi di acqua fredda o ghiaccio sono utili per ridurre il dolore e il gonfiore mentre con l'acqua calda si decongestiona la zona colpita, evitate di grattare l'area colpita anche se prude per non causare un'infezione. Potete applicare una crema lenitiva o una a base di ossido di zinco, mentre se il gonfiore è molto esteso e il prurito insopportabile il medico può prescrivervi una crema a base di cortisone. Evitate, in particolare sulla pelle delicata dei bimbi, l'utilizzo di prodotti aggressivi come l'ammoniaca.

  2. Le punture di zecche spesso sono indolori e solo dopo ci si accorge del ponfo, in questi casi occorre togliere la zecca delicatamente utilizzando un paio di pinzette, bisogna fare molta attenzione a non romperla altrimenti l'apparato boccale rimarrà conficcato nella pelle. Afferrate la zecca il più vicino possibile alla pelle e delicatamente ruotatela. Toglietela il prima possibile in modo da ridurre il rischio di contrarre infezioni. La puntura della zecca guarisce nel giro di un paio di settimane tuttavia se dopo qualche giorno la puntura tende a peggiorare diventando più grossa e chiara al centro rivolgetevi al medico in quanto la zecca potrebbe aver trasmesso una malattia che va trattata con antibiotici.

  3. Nel caso di una puntura di ape invece occorre rimuovere il pungiglione il prima possibile senza schiacciarlo per non favorire ulteriore rilascio di veleno. Quindi fare degli impacchi con acqua fredda o ghiaccio.

  4. Vespe e calabroni invece non lasciano il pungiglione e per questo possono pungere ripetutamente, in tali casi occorre allontanarsi il prima possibile per non essere ulteriormente punti e applicare sulla zona colpita acqua fredda o ghiaccio. Disinfettate anche l'area punta. Sia per le punture di vespe e calabroni sia per quelle di api, se il gonfiore non passa bisogna andare dal medico che può prescrivere creme a base di cortisone o antistaminici.

  5. In casi rari il soggetto punto da api, vespe o calabroni, può sviluppare una reazione allergica grave e andare in shock anafilattico, se si manifesta difficoltà nel respirare, calo di pressione o se si manifestano sintomi che interessano più apparati, bisogna chiamare immediatamente il medico.

  6. Ricordiamo che anche le pulci, gli acari e le cimici posso infestare gli animali e gli ambienti domestici, biancheria, coperte, armadi, e provocare fastidiose punture che si manifestano con vescicole o macchie pruriginose. In questi casi bisogna identificare il prima possibile la fonte dell'infestazione ed eliminarla, ricorrendo per esempio all'utilizzo di antipulci se la fonte dell'infestazione è il proprio cane o gatto.

  7. Infine per evitare le punture di insetti utilizzate un repellente per insetti, applicate le zanzariere alle finestre, individuate ed eventualmente eliminate i nidi di vespe e calabroni attorno a casa, non disturbate mai le api. Se svolgete attività all'aperto o se fate una passeggiata nel bosco copritevi gambe e braccia ed evitate l'uso di creme profumate che possono attirare gli insetti.

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